Export digitale

Cresce l’Export Digitale di beni di consumo: 18,7 mld di euro, +20,3%

Ma le PMI non hanno ancora compreso appieno le potenzialità

 

  • Le esportazioni via eCommerce di beni di consumo rappresentano l’8,8% dell’export complessivo.
    I settori più importanti Fashion (10,1 miliardi, 54%), Food
    & Beverage (2,6 miliardi) e Arredamento (1,2 miliardi)
  • L’Export online B2b vale 175 miliardi, il 28% delle esportazioni complessive. Soprattutto automotive, tessile-abbigliamento, meccanica
  • La crescita del mercato è dovuta principalmente all’aumento dei prezzi di vendita, minima quella dei volumi scambiati

In uno scenario di grande incertezza, le esportazioni italiane hanno ripreso a crescere in termini di valore, mostrando un trend positivo che continua parzialmente anche nei primi mesi del 2023. In questo contesto, il commercio digitale genera nuove opportunità di sviluppo e ha un ruolo centrale nelle strategie di export delle imprese italiane. L’export digitale italiano dei beni di consumo in maniera diretta (cioè B2C, tramite sito proprio o marketplace) o intermediato (B2B2C, tramite retailer online) nel 2022 ha raggiunto il valore di 18,7 miliardi, in crescita del 20,3% rispetto al 2021 (in linea con la performance complessiva dell’export italiano), per un aumento annuo di circa 3 miliardi di euro, raggiungendo una quota pari all’8,8% dell’export italiano complessivo. I settori più rilevanti sono il Fashion, 10,1 miliardi di euro, il 54% del totale, il Food & Beverage, 2,6 miliardi di euro, +18,2% rispetto al 2021, e l’Arredamento, 1,3 miliardi di euro, in crescita del +13% rispetto al 2021.

Sul fronte del commercio tra aziende, invece, l’export digitale B2B ha raggiunto nel 2022 il valore di 175 miliardi di euro, in crescita del +20% rispetto ai 146 miliardi del 2021, pari a circa il 28% del totale dell’export italiano. In termini di incidenza, i settori che pesano di più sono l’Automotive (38 miliardi di euro, 22% del totale), il Fashion (26 miliardo di euro, 15% del totale) e la Meccanica (17,8 miliardi di euro, 10% del totale), ma le crescite maggiori si riscontrano nel Farmaceutico (+47%), nell’Elettronica di consumo (+21%) e nel Fashion (+20%).

In questo contesto, però, le PMI italiane presentano strategie di export digitale ancora poco mature, con forti inefficienze nell’uso dei canali di vendita digitali, delle tecnologie per l’export e dei cruscotti di indicatori per valutare dei progetti di internazionalizzazione.

Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Export Digitale della School of Management del Politecnico di Milano*, presentata oggi durante il convegno online “Export digitale: Cultura e Consapevolezza contro l’incertezza“.

Nonostante lo scenario economico negativo, nel 2022 le esportazioni italiane sono cresciute notevolmente, più per l’aumento dei costi di produzione e dei prezzi che dei volumi: se i brand italiani non hanno osservato un aumento degli ordini cross-border, sono comunque riusciti a mantenere le loro quote di mercato – spiega Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Export Digitale -. In un contesto turbolento, il canale online rappresenta un’opportunità non ancora pienamente compresa dalle PMI per raggiungere mercati lontani, conoscere meglio i propri clienti e ottimizzare i processi di vendita. Oggi, più che mai, è necessario creare cultura e diffondere conoscenza per agire con consapevolezza in una strategia di Export digitale“.

Il nostro tessuto imprenditoriale sconta i limiti di una ridotta disponibilità di risorse e scarse conoscenze sul digitale – dice Samuele Fraternali, Direttore dell’Osservatorio Export Digitale -. Servono governance definita e competenze tecniche per realizzare progetti di internazionalizzazione, oltre a un maggiore ricorso ai finanziamenti e alle misure di sostegno all’internazionalizzazione. Le istituzioni, le università, le associazioni di settore e professionali possono avere un ruolo determinante nell’accelerare la trasformazione digitale e favorire l’esportazione del Made in Italy“.

 

FONTE

https://osservatori.net/comunicato/export-digitale/export-digitale-italiano/

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